Un commento al “Quo Vadis” del Presidente Travaglini – I DIAVOLI E L’ACQUASANTA

Un commento al “Quo Vadis” del Presidente Travaglini – I DIAVOLI E L’ACQUASANTA

© Civiltà Italiana ________________________________________________________________________________________

25 maggio 2019

Osservatorio FISCO

Un commento al “Quo Vadis” del Presidente Travaglini

I diavoli e l’acquasanta

di Pierluigi Palmieri

Ecco una mia breve riflessione sul lavoro del presidente di Civiltà Italiana Mario Travaglini intitolato “Quo Vadis”.
Ho condiviso a pieno la sua analisi sia per la nitidezza sul piano tecnico amministrativo, sia per la lettura del comportamento dei soggetti che sono al governo del nostro “Bel Paese”.
In entrambi i casi, Travaglini ha dato ulteriore vigore alla mia convinzione sul fatto che i capi dei due partiti sono entrambi costretti a vestire i panni di personaggi tessuti da un compromesso paradossale ( non oso definirlo “macchiavellico” per non offendere l’arguto consigliere dei Medici) , che fa invidia alla tanto vituperata “Prima Repubblica”.
In occasione delle politiche dello scorso anno i due “nocchieri”, come li ha definiti il Presidente Travaglini, sono stati autori di una sceneggiatura pre-elettorale che li contrapponeva nettamente nella maggior parte delle componenti dei rispettivi programmi, sollecitando gli elettori a scegliere la loro lista e non quella dell’altro. Nel sottoscrivere il “contratto” di governo i due “diavoli” hanno fatto confluire i punti irrinunciabili di entrambi. Come usavano in epoche lontanissime i capi delle tribù dell’America del nord giocano a….”chi dona più cose”.

Entro solo a volo d’uccello nello specifico della metafora della “gara donatorio- distruttiva” facendomi aiutare da Johan Huizinga, che nel suo Homo ludens, cita gli indiani della Columbia Britannica per la loro usanza del “potlach”, attraverso la quale i Capi offrendo doni con grande sfoggio volevano dimostrare la propria superiorità sull’avversario. Ma nel potlach (cito testualmente) “la necessaria controprova, sta nel fatto che l’altro partito è obbligato a restituire la “festa”entro un certo limite di tempo, possibilmente superandola”.

Salvini e Di Maio (c’è lo zampino di Federico Felli, che vive nella Columbia Britannica ??) praticano il potlach, giocando a colpi di “quota cento” , reddito di cittadinanza, decreto immigrazione e sicurezza, attingendo però dalle riserve dello Stato in maniera quanto meno imprudente. Oggi li vediamo, costantemente posizionati l’uno di fronte all’altro in atteggiamento di sfida che si sbeffeggiano sfacciatamente “a distanza” sui media e sui social, vantandosi della realizzazione del mantenimento delle rispettive promesse.
Ecco però Travaglini che annuncia che, a fronte delle inutili baruffe da cortile,(potlach modernizzato!) a dicembre ci aspetta una bella patrimoniale e un Iva al 25%,, e ricorda ai due “capi” che nel 2012 il “Decreto Salva Italia”, con la scusa di ridurre il debito pubblico e far scendere lo spread, aumentò le imposte patrimoniali sugli immobili (ICI-IMU- TASI) rispetto al 2011. Emblematico il fatto che le imposte sul patrimonio nautico ideate “per colpire la ricchezza manifesta” e fare cassa, fecero perdere 180 milioni di Iva , procurarono disoccupazione, e minori incassi per Irpef e contributi al sistema pensionistico.
Siamo a poche ore dal voto per l’Europa e tornano le dichiarazioni di segno opposto, i vecchi e nuovi contrasti e perfino gli attacchi al Capo del Governo ( ma quale “super partes” dottor Giorgetti, il Primo Ministro deve guidare il governo e i ministri lo devono assecondare e sostenere). Per questa occasione e per l’ennesima volta non c’è stato tempo per intraprendere il percorso formativo auspicato da Civiltà Italiana, tramite il suo Presidente, ossia una formazione atta a “sviluppare la dinamicità della persona che, in larga scala, determina il dinamismo del Paese”. E’proprio vero il “potlach” ha occupato lo spazio temporale che avrebbe dovuto essere dedicato alla “ stratificazione di conoscenze, esperienze, incontri, studi, lavoro, nuove intuizioni, nuove idee da approfondire”.

Quo vadis? Se uno dei diavoli impugna l’arma del ..Rosario, affidandosi alla Madonna perché lo assista nella realizzazione del suo programma e probabilmente l’altro, il diavoletto napoletano, preso alla sprovvista ricorrerà a qualche altro simbolo religioso (l’Acqua Santa?) per pareggiarlo nella gara e tentare di superarlo. Ergo con questa” liturgia” andiamo dritti verso l’impoverimento che, a cascata, coinvolgerà inevitabilmente “quadri” politici e amministrativi periferici (futuri diavoletti ) contaminando non solo l’aspetto economico, ma, cosa ancor più grave, quello intellettuale e culturale.
Si salvi chi può.

25/05/2019