Mentre divampa la polemica di Vasco Rossi con i social un’abruzzese sale sul palco dell’attualità alla scoperta del filosofo di altri tempi

Mentre divampa la polemica di Vasco Rossi con i social un’abruzzese sale sul palco dell’attualità alla scoperta del filosofo di altri tempi

© Civiltà Italiana ________________________________________________________________________________________

25 aprile 2018

Osservatorio ‘Chi l’ha detto’

Mentre divampa la polemica di Vasco Rossi con i social
Un’abruzzese sale sul palco dell’attualità
alla scoperta del filosofo di altri tempi

Voglio trovare un senso……
Già, chi non vorrebbe trovarlo in questo mondo dove vogliono diventare tutti ‘santi’ o ‘eroi’…
Tra le tante recenti riflessioni “giornalistiche”, mi ha fatto particolarmente riflettere quella riportata il mese scorso sul settimanale 7 Corriere della sera, che fa intendere che
Vasco si sia lasciato “conquistare da una nuova dimensione”. Che abbia affermato «Voglio Divertirmi» «e portare un po’ di gioia con lo spettacolo rock più potente ed emozionante al mondo», si può credere, ma che “si lasci conquistare da una nuova dimensione” credo che non corrisponda al senso delle sue vere affermazioni.

Perché dopo non poche riflessioni e varie confutazioni sono arrivata a pensare che Vasco il SENSO l’abbia trovato da tempo… e che sta a noi coglierlo ed interpretarlo nella maniera più corretta e soprattutto più adeguata alla nostra persona. La speranza vibra sempre nelle sue parole, nessuno può essere perennemente disperato, perché prima o poi arriverà una nuova consapevolezza, nella mente e, soprattutto, nel cuore che lento come una tartaruga arranca per arrivare al traguardo… “Domani arriverà, Domani arriverà lo stesso”. Così la poesia, non ad altro intonata che a poesia, è quella che migliora e rigenera l’umanità, (Pascoli Il fanciullino X)

Devo confessare che da tempo in cuor mio sento che ciò che attrae, in Vasco Rossi, sia un certo alone “filosofico”, che contorna le sue poesie e che allo stesso tempo il personaggio
(Rock-Star) sia quasi costretto a non avallarlo, come se la cosa potesse intaccare l’immagine che lo ha portato al successo.
Con questa breve premessa provo a dare la mia “interpretazione”, una lettura, personale ovviamente, con un piccolo sfondo di ironia.
Si sa che molti “PENSATORI” annoverati tra i Grandissimi, non fossero pienamente “consapevoli” della grandezza del loro pensiero. Sono stati i critici successivi, a coglierne
l’aspetto essenziale che altrimenti non sarebbe mai emerso. Pensiamo a Kant che, affermata l’assurdità di voler spacciare la nostra esperienza per l’unico modo possibile di
conoscere le cose, ha partorito le sue “Critiche” a vantaggio della metafisica, ma ha rimandato a Schelling e Fichte il compito di trarre le conseguenze del suo pensiero:”Io”
come senso dell’appercezione trascendentale (“Io penso”) .
Credo però anche a Descartes e a come riuscì “abbastanza bene” ad esporre la sua cosmologia, e mi azzardo a sostenere che, per non essere influenzati e magari disorientati
dalle dinamiche interne al mondo in cui Vasco Rossi si muove, sia bene analizzarne il fenomeno guardando il suo “universo” dall’esterno.
Il suo potenziale mediatico è “immenso” basti pensare al Modena Park, come ho già raccontato, e ai più di 220.000 spettatori “PAGANTI”. L’aspetto straordinario di questa
imponente partecipazione è legato al concomitante ripetersi di gravissimi attentati terroristici. Nonostante ciò, quella sera il parco era gremito di gente. Ricordo benissimo le
parole di Vasco: “Voi non avete avuto PAURA”. Il cordone ombelicale di Vasco con il suo pubblico? ”L’amore sopra la paura”. La musica è per Vasco come la letteratura era per
Sartre un modo “engagement” di aggredire la realtà sociale e di far sentire la sua voce sugli avvenimenti: “una UTOPIA che diventa realtà”, appunto. Con lui, paradossalmente, ciò che sembra sia destinato a non realizzarsi mai, trova il modo di concretizzarsi. In questo periodo, dedicato all’’organizzazione del prossimo LIVE KOM 2018, chi scrive su Vasco lo “interpreta” usando molto la fantasia. Mi auguro che ciò non avvenga per secondi fini, magari denigratori.
C’è una malattia dello spirito che affligge la nostra cultura. Ci troviamo in un’epoca particolare con un’atmosfera intrisa di “ACCIDIA”. Le definizioni offerte da pensatori
importanti dei secoli che ci hanno preceduto, vanno dalla “noia di vivere”, la condizione che caratterizza molti giovani del nostro tempo, afflitti da assenza di interessi, monotonia
delle impressioni, sensazioni di immobilità. Ma il “vuoto interiore” o anche la “sorella del vuoto”, potrebbero costituire paradossalmente lo stimolo per nuove creazioni di SENSO.
Allora possiamo domandarci se Vasco Rossi sia riuscito ad andare al nocciolo della questione più di Blase Pascal, di Paul Valery, e perfino di Soren Kierkegaard, e in che
modo sia riuscito a coinvolgere per 40 anni generazioni diverse. Viene da pensare che un senso a questa vita l’abbia trovato.
Il suo punto forte è la POESIA che suscita emozioni, agendo sulle “Sensazioni”, Qui è Pascoli a scendere di nuovo in campo con la sua nitida analisi degli effetti positivi che la poesia produce sullo spirito di chi ne fruisce quando nasce spontanea e senza secondi fini (leggi ricerca del consenso e del successo a tutti i costi) .
…E tu non hai mica ragionato, per rivelare a me il tuo fine. Tu hai detto quel che vedi e senti. E dicendo questo, hai forse espresso quale è il fine proprio della poesia. Ora tocca a me ragionarci sopra,……. Quindi leggendo questa frase «finalmente faccio quello che voglio e non devo più dimostrare niente a nessuno», si attiva direttamente il collegamento pascoliano: “ Poesia è trovare nelle cose, come ho a dire? Il loro sorriso e la lorolacrima; e ciò si fa da due occhi infantili che guardano semplicemente e serenamente di tra l’oscuro tumulto della nostra anima.
Oso ancora, ma ascoltando questi versi: “ Se ti fermi a guardare le cose che vuoi e ti accorgi che poi non lo sai….Non c’è niente di quello che cerchi e allora cos’è? Una donna è una donna ….la donna per me” ho pensato a Dante il ‘padre’ della lingua italiana, che trova l’unico fine dell’amore nel lodare la sua donna: Beatrice, stimolo per l’introspezione spirituale e fonte di
ispirazione letteraria. La donna “L’altra metà del cielo” per Vasco e parte integrante delle sue canzoni anche per Dante è stata la svolta della sua spiritualità.
Credo che, per concludere il discorso sul senso, grazie a questo suo “dono” Vasco potrebbe “cambiare il mondo”. Nel ricordo del Modena Park vive la sensazione, appunto,
che il concerto fosse lì a dare prova della capacità umana di scegliere la via per raggiungere un fine. Con l’aggiunta della volontà di combattere ogni forma di violenza, di
tendere all’uguaglianza, di garantire la liberà di ciascuno. Con i versi stimola il suo pubblico a ricercare il Senso della vita. Cosa che penso sia già riuscita bene al nostro
Kom, che ringrazia il Cielo e la chitarra per il suo successo.

«Con tutte le canzoni che ho voglia di cantare potrei andare avanti per anni ed è
proprio quello che voglio fare».(V. Rossi)

 

Mimma Pompucci

25/04/2018