I  MACCHINISTI DI UN TRENO CHIAMATO EUROPA

I MACCHINISTI DI UN TRENO CHIAMATO EUROPA

© Civiltà Italiana ________________________________________________________________________________________

28 giugno 2018

Osservatorio Sicurezza ed Immigrazione

I MACCHINISTI DI UN TRENO CHIAMATO EUROPA

Benvenuti a casa vostra” era scritto all’entrata del porto di Valencia. Sul tetto del palazzo municipale sventolava una piccola bandiera che confermava “Noi vogliamo accogliervi” e più in basso “Il passato e nero e bianco il futuro multicolore”.

Il nuovo governo socialista di Pedro Sanchez ha offerto ai clandestini una carta di soggiorno temporanea di 45 giorni ed una carta sanitaria gratuita. Ha fatto togliere le lame affilate poste sulle barriere di filo spinato alte 6 metri che servivano a dissuadere i passaggi dal Marocco alle enclavi spagnole di Ceuta. La metà dei clandestini a bordo dell’Aquarius di cui 11 marocchini e 43 algerini, una volta a terra, hanno manifestato la volontà di andare in Francia. Questi i fatti.

I socialisti spagnoli avrebbero dovuto leggere San Vincenzo De Paoli : “Il rumore non fa il bene mentre il bene non fa rumore”. Ecco perché l’ostentata generosità del governo spagnolo ha un suono cacofonico ed il suo narcisismo ha come risultato paradossale di portare a dimenticare in tempi brevi tutto l’accaduto sopra sinteticamente descritto. E’ cosi che l’Unione, caduta in adorazione dei due

macchinisti alla guida del treno europeo, é finita per essere disprezzata dai popoli e dalle nazioni che la compongono. Non saranno certo gli sfortunati migranti sbarcati a Valencia ed accolti da 2300 persone a mettere in ginocchio l’Europa quanto l’irresponsabilità della sinistra spagnola mostratasi incapace di adeguarsi alla preoccupazione collettiva nella risoluzione del fenomeno migratorio che si appresta a minare le fondamenta della costruzione dello “Stato Europeo”. Una picconata poderosa fu sferrata già nel 2015 da frau Merkel, sostenuta dagli applausi di europeisti esaltati, che con la sua folle decisione di accogliere un milione di rifugiati musulmani diede origine alla prevedibile ribellione dei popoli, furiosi di non avere la possibilità di esprimere il loro parere.

Madre Angela é stata elogiata da tutti, compreso Macron, il quale riteneva indiscutibile che l’Europa si aprisse all’immigrazione in nome dei valori umani e di rinforzo demografico. Il seguito é storia nota : le aggressioni sessuali di Colonia con i successivi attentati, l’escalation dell’antisemitismo islamico, il fallimento del processo di integrazione etc. etc. . Ancora una volta le Cassandre hanno avuto ragione. Ma i buoni apostoli, benedetti dal Vaticano, non hanno fatto né faranno mea culpa. Gli integralisti dei diritti dell’uomo restano purtroppo insensibili ad un altro tipo di diritto : quello di preservare la propria patria. Essi, tra cui anche il Presidente dell’ONU, continuano a pensare che le migrazioni sono “inevitabili” e “necessarie”. Aspettarsi da Macron e dalla Merkel la risoluzione del problema migratorio é come chiedere a due piromani di impegnarsi a spegnere l’incendio che loro stessi hanno appiccato. Qualche settimana fa il porta parola del governo francese ha richiamato tutti ad essere “solidali contro il populismo” facendo comprendere che le minacce vengono dal risveglio dei sentimenti nazionalisti e non dall’immigrazione e dall’integralismo islamico. Concetti ribaditi anche dai nostri due conduttori nel corso dell’ultimo recente incontro durante il quale si sono affrettati a richiedere “una forte risposta europea alla crisi migratoria dimenticando che tre anni fa la Germania decise di aprire unilateralmente le sue frontiere e che Macron paga i suoi errori di analisi facendo credere che i problemi migratori si regolano attraverso l’economia ed il sociale. Cosi non é : la buona salute economica della Polonia, dell’Austria e della stessa Germania dimostrano che la questione non puo’ essere risolta attraverso un approccio materialista e budgetario.

Può anche non piacere ma sembra che Donald Trump sia più in sintonia con la realtà umana che non i suoi perentori avversari europei. Di fronte ai discorsi senza anima del binomio Macron-Merkel le frase pronunciata a Varsavia dal Presidente americano assume una valenza di tutt’altro livello “Se noi non dimentichiamo chi siamo non saremo mai vinti” . Pertanto appare evidente che il fallimento europeista é dietro l’angolo e aspetta solo di essere calendarizzato, a meno che Macron e Merkel, impegnati in queste ore nella riunione dei 28 capi di governo, non riconoscano i loro errori e la smettano di negare i fatti permettendo anche ai pappagalli della carta stampata, ai politicanti confusi e ai moralisti da salotto di rivedere le loro posizioni ferme da trent’anni al cliché secondo cui l’islam e l’immigrazione non sono che delle paure irrazionali e dei fantasmi inesistenti attizzati da una destra insignificante e priva di valori umani.

Civiltà Italiana si rende conto che questo non é il momento di dividere l’Europa ma di rafforzarla. Ecco perché auspica che i due macchinisti che sono ai comandi del treno si accorgano che i vagoni di coda, e non solo quelli, stanno pericolosamente perdendo contatto con il resto del convoglio.

 

 

 Mario Travaglini

28/06/2018