ELEZIONI EUROPEE : ULTIMA FERMATA

ELEZIONI EUROPEE : ULTIMA FERMATA

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12 dicembre 2018

Osservatorio Il Sistema Elettorale

ELEZIONI EUROPEE : ULTIMA FERMATA

Fra pochi mesi l’Italia insieme a tutti gli altri paesi della comunità voterà per eleggere il nuovo Parlamento Europeo. Sarà un momento cruciale perché dall’esito delle votazioni si capirà se la spinta sovranista avrà guadagnato terreno tanto da mettere in discussione l’indirizzo sin qui dato all’Europa dai burosauri di Bruxelles.

Dietro le quinte dei partiti gli intrighi cortigiani sono stati già avviati per stabilire chi sarà designato ad occupare le posizioni privilegiate per una facile elezione.

Da troppo tempo le forze politiche italiane hanno preso l’abitudine di inviare al Parlamento europeo i battuti della politica nazionale, i fedelissimi degli apparati di partito ovvero i rivali che occorre allontanare al più presto dalle questioni interne; tutti costoro il più delle volte sono sprovvisti di ideali europeisti e non ambiscono che a percepire la remunerazione prevista per quella carica per poi ritornare il più rapidamente possibile nell’agone politico nazionale. Certamente qualcuno tra questi si batte per far progredire l’Europa, spesso nell’indifferenza dei media e dell’opinione pubblica; costoro, anche se hanno sensibilità politiche diverse, sono capaci di mettere da parte la loro appartenenza partigiana per mettere in primo piano l’interesse europeo. Ma cio’ che dovrebbe essere la norma é, purtroppo, l’eccezione. Proprio in questo risiede tutto il paradosso della politica italiana che deplora il comportamento dell’Unione, l’accusa di tutto ma evita di far eleggere i migliori talenti per cambiarla dall’interno. Banalizzare il Parlamento Europeo é un errore ancora più grave perché penalizza l’Italia, handicappa l’Europa e fa il gioco dei populisti. Fino a quando non si darà la possibilità a uomini e donne che conoscono intimamente l’Europa di potersi battere per la sua affermazione l’Italia perde in legittimità e si priva dei meccanismi di influenza nelle decisioni capitali. Ma ne viene depotenziata anche l’Europa perché privata del contributo di gente capace di incarnare il sentimento nazionale spiegando le attese, le aspettative e le inquietudini dei concittadini che essi rappresentano.

Tutto cio’ é ancor più deplorevole perché gli altri stati membri, come Germania e Belgio, hanno capito l’importanza di inviare a Bruxelles i loro uomini migliori che in assenza di interlocutori preparati hanno vita facile ad influenzare ed indirizzare la legislazione adottata a Strasburgo (vedasi bail in e fiscal compact). Insomma, per dirla con un a metafora : in un campionato mondiale di calcio la Germania invia una selezione dei migliori giocatori di serie A mentre l’Italia partecipa con una selezione di atleti scelti nelle serie dilettantistiche.

La conseguenza é che le forze politiche, dando la percezione di non accordare alcuna importanza al Parlamento europeo, creano le condizioni per l’affermazione dei movimenti euroscettici e sovranisti, i quali hanno gioco facile nel sottolineare l’ipocrisia dei capi partito che a chiacchiere dichiarano di difendere l’Europa ma nei fatti la boicottano attraverso il riciclaggio dei loro luogotenenti e portaborse.

Se gli apparati politici dovessero ripetere gli errori del passato potremmo già da adesso prevedere il caos che si manifesterà davanti ai nostri occhi la sera del 26 maggio 2019 : i dirigenti dei principali partiti europeisti appariranno svogliatamente

sulle principali emittenti televisive per lamentarsi goffamente del poco interesse degli italiani per la campagna elettorale, dell’astensione record, del progresso dei partiti euroscettici, della mancanza di coesione a livello dei restanti paesi della comunità e ancora bla, bla bla ……

In un contesto in cui l’Europa é indebolita dalle tante divisioni interne e deve far fronte alle minacce esterne sempre più forti, un simile scenario avrebbe delle conseguenze terribili.

Se, come é facile che accada, il parlamento comunitario sarà per la prima volta dominato da eletti che collocano al centro del loro programma il rigetto tout-court dell’Europa assisteremo verosimilmente ad una carambola borsistica senza precedenti alla quale potranno scampare i soli investitori lungimiranti che avranno per tempo investito i loro risparmi in oro, argento e platino.

Se l’Europa non riesce a trasformarsi in una Europa politica capace di produrre soluzioni concrete volte a soddisfare le aspettative dei cittadini, principalmente sul piano della sicurezza e dell’immigrazione, ovvero non riesce a rispondere rapidamente alle ansietà economiche, culturali ed identitarie che minano i popoli, allora il futuro dell’Unione sarà scontato e la spirale già da tempo avviata si posizionerà nel punto di non ritorno, proprio come si sente ripetere sui vagoni della metropolitana : ultima fermata, si scende.

Mario Travaglini

 

12/12/2018