Pensioni

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Riduzione delle pensioni d’oro (quelle erogate in assenza di contributi) con tetto fissato a 6000 euro e contestuale aumento delle pensioni minime ad un livello di decenza per ridare equità di trattamento a tutti i pensionati.

Una politica per i giovani per garantire un futuro premiando il merito

PREMESSA

L’età media di inserimento nel mondo del lavoro è tale che per un gran numero di giovani la pensione potrebbe risultare puramente “virtuale”.

Il riscatto della laurea, nonostante le recenti modifiche, è estremamente oneroso e riduce notevolmente il potere d’acquisto dei giovani al primo inserimento nel mondo del lavoro. Secondo Civiltà Italiana le attività di studio vanno equiparate a quelle lavorative. Il carico per le famiglie che sostengono i figli agli studi è già notevole attraverso le tasse.

I lavoratori precari restano per anni nella posizione stipendiale iniziale e al momento della “stabilizzazione” hanno un tempo ridotto per poter costruire una pensione dignitosa.

LA PROPOSTA

  • (Borsa di studio pensionistica)

Contributi figurativi

bonus del 50% agli studenti Universitari che completano gli studi nei limiti degli anni di corso (quattro anni valgono 6 – sei anni valgono 9)

valutatazione del periodo di alternanza Scuola Lavoro agli studenti delle scuole superiori

  • (Borsa lavorativa compensativa)

Bonus ai precari tardivi : incremento dei contributi di un terzo (10 anni valgono 15)

Per i giovani lavoratori fino all’età di 30 anni bonus pari al 50% dell’importo dei contributi versati

  • Limiti alle liquidazioni di manager e dirigenti anche privati (Liquidazione non superiore a euro 180.000) fondo AFC ( Anti “Fuga dei Cervelli” all’estero) alimentato con versamenti in ragione delle aliquote crescenti in ragione dell’entità della liquidazione

Motivazione

I dirigenti con mansioni apicali, al termine della loro collaborazione ricevono dalle strutture con cui collaborano somme ingenti, inaccettabili in un paese in cui la soglia di povertà si avvicina sempre più ai sottosviluppo, mentre i migliori talenti si recano all’estero per potersi esprimere.

  • Legge Costituzionale per l’abolizione immediata delle “pensioni d’oro” a politici e sindacalisti.

  • Civiltà Italiane vuole eliminare alla radice il problema: La pensione va calcolata con la formula della media “mediata” dei contributi versati, nell’intero periodo della vita, e non in ragione degli stipendi d’oro.

Motivazione

L’attuale normativa consente ai politici di percepire un assegno pensionistico proporzionato agli emolumenti ricevuti durante il mandato e, cosa ancora più grave ai sindacalisti di ricevere un assegno integrativo pari all’ultimo stipendio percepito dal sindacato di appartenenza.

Grazie alla legge scritta dai politici per i politici con l’avallo molto interessato dei sindacati, i “furboni” (esattamente nel mese precedente il pensionamento!) si attribuiscono stipendi che vanno dal doppio al quadruplo e oltre di quello percepito fino ad allora e usufruiranno vita natural durante della “pensione d’oro”.

Questa pensione solitamente va ad aggiungersi alla quella derivante dal rapporto con le strutture di provenienza dove questi “non lavorano più” perché “distaccati” presso i Sindacati.