Giustizia

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Separazione delle carriere, responsabilità civile dei magistrati, tempi prestabiliti per ogni grado di giudizio, stop alle carriere automatiche e riconoscimento del merito, per ridare dignità al processo civile ed al processo penale.

Che il sistema giudiziario italiano sia retrogrado, non funzionale, lento e non in linea con i tempi é un dato di fatto. La World Bank lo colloca agli ultimi posti mondiali e lo considera come una delle principali cause per cui gli investitori stranieri non vengono ad investire nel nostro Paese.

Ecco perché esso ha bisogno di una riforma seria e moderna che metta l’Italia sullo stesso livello degli altri Paesi democratici evitando di pensare che qualsiasi proposta di miglioramento possa essere vista come “proposta ad personam” , cadendo –in tal modo – nello strumentale e nel ridicolo.

Occorre superare questo tabù e, soprattutto, il tabù dei magistrati secondo il quale i privilegi della Magistratura non si toccano. Occorre fare subito una riforma della giustizia civile che velocizzi i processi e, nello stesso tempo, consenta di riassorbire l’enorme numero di procedimenti pendenti. Occorre anche mettere mano, forse ancor più rapidamente, alla giustizia penale per tutelare veramente i cittadini e costringere i magistrati ad agire con cognizione di causa e non sulla base di prove poco certe o, peggio, su semplici sospetti. Insomma, non é ammissibile che un cittadino assolto in primo grado si debba sorbire anni e anni di processi perché il magistrato inquirente fa appello al verdetto di assoluzione. In sostanza occorre togliere ai magistrati la possibilità di appellarsi alle sentenze di assoluzione lasciando questa prerogativa ai soli cittadini a salvaguardia dell’art. 27 comma 2 della Costituzione. Questa riforma di stampo certamente anglosassone costringerebbe i magistrati inquirenti (separati da quelli giudicanti) a sottoporre a processo coloro che sono sospettati di reato solo in presenza di prove certe, tutelando, nel contempo, il cittadino sospettato.

Senza la pretesa di voler scrivere una riforma ecco alcuni spunti d’analisi ed alcune sintetiche proposte

1^ Riforma: Il processo penale ora prevede tre gradi di giudizio, tempi inenarrabili, costi proibitivi per l’imputato per arrivare in Cassazione . La riforma deve prevedere la cancellazione di due dei tre gradi, sentenza in giudicato al primo grado di giudizio in caso di assoluzione. Conseguenze: licenziamento dei due terzi dei magistrati attualmente in servizio ovvero loro destinazione in tribunali di primo grado onde velocizzare le cause e ridurre i tempi di attesa.

2^ Riforma: separazione tra accusa e corte giudicante con trasformazione dei pubblici ministeri in “avvocati dell’accusa” su modello anglosassone. Conseguenze: nessuna carriera incrociata tra quella accusatoria (pubblico ministero cioé avvocato dell’accusa) e quella giudicante.

3^ Riforma: cambiamento del concetto di “corte di giustizia”. Sul modello americano la corte deve essere unicamente popolare. Il giudice dovrà solo condurre il processo e promulgare la pena e non decidere se l’imputato é innocente o colpevole. Il giudice – uno solo per ogni processo potrà respingere la sentenza della corte e rinviare il processo a nuova corte ma dovrà motivare il suo atto . Se il nuovo processo dovesse confermare la precedente sentenza respinta dal giudice, egli dovrà sottostare ad un procedimento valutativo. Conseguenze: azzeramento delle attuali carriere automatiche ed ulteriori riduzione degli organici.

4^ Riforma: potenziamento dei tribunali con Corti di Giustizia grazie alla semplificazione ed allo snellimento di cui al punto sub 1). Conseguenze : velocizzazione dei processi con riduzione dei tempi di attesa e di giudizio, ma anche aumento delle giornate lavorative dei magistrati che diventeranno di 8 ore per 11 mesi all’anno.

5^ Riforma: gli stipendi de giudici potranno essere aumentati fino alla retribuzione netta di 10.000 Euro mensili mentre quelli degli “avvocati dell’accusa” saranno allineati a quelli dei giudici con una decurtazione del 20% . Conseguenze : Con la riduzione degli organici e delle retribuzioni i costi della giustizia potrebbero essere abbattuti almeno del 45%.

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