ACQUA DEL GRAN SASSO: COME HANNO DISTRUTTO  UNA PREZIOSA RISORSA UN TEMPO VANTO DEL TERRITORIO

ACQUA DEL GRAN SASSO: COME HANNO DISTRUTTO UNA PREZIOSA RISORSA UN TEMPO VANTO DEL TERRITORIO

Osservatorio Chi l’ha Detto


ACQUA DEL GRAN SASSO: COME HANNO DISTRUTTO

UNA PREZIOSA RISORSA UN TEMPO VANTO DEL TERRITORIO

di Marcello Martelli *

Di certo c’è che abbiamo perso ogni certezza per l’acqua che beviamo. Questa volta hanno passato il segno. Adesso è crollata anche l’ultima sicurezza. Una notizia catastrofica ufficialmente diffusa è stata smentita nel giro di poche ore con un “tutto a posto”, anch’esso ufficiale. C’è da trasecolare, specie dopo il trambusto e l’allarmismo visti in giro, appena diffusa la novella sull’ “acqua pericolosa” da non bere. Fidatevi di un vecchio cronista che sa cosa sia il reato di “procurato allarme”.

Ai suoi tempi, bastava molto meno per incorrere nei rigori della legge penale. Non si diffonde una notizia che crea pubblico allarme e per giunta in quel modo. Chi ci garantisce adesso che della smentita possiamo fidarci? Ormai lo sanno tutti: sotto il Gran Sasso, almeno già due volte, è accaduto qualcosa di grave e clamoroso. Un primo caso con la fuoriuscita dai Laboratori di fisica nucleare di “trimetilbenzene”, sostanza fortemente inquinante, che provocò un incidente poi chiarito, almeno così dissero, tecnicamente e scientificamente. Ci furono anche otto indagati, ma poi tutto finì nel dimenticatoio. Fino a quando altri incidenti minori hanno di recente rilanciato dubbi e paure sull’acqua che, nonostante tutto, non facciamo a meno di bere. Con il passare del tempo, nessuno tuttavia ci ha restituito la fiducia perduta. Siamo rimasti con le idee confuse, consumando magari più acqua minerale. Diciamo la verità: nessuno, però, si aspettava una notizia-bomba come quella ultima.

Per l’acqua che vorremmo bere (siamo al condizionale, purtroppo) urge dire una parola chiara e definitiva. Una parola attendibile, senza zone d’ombra. Beviamo salute o veleno? Chi ritiene ora di saperlo con sicurezza alzi la mano. Non è sufficiente un interrogativo così inquietante per dare con urgenza risposte sicure e definitive sull’argomento? Vogliamo credere che sia proprio questo, prima d’ogni altro, l’obiettivo della magistratura con l’inchiesta già in corso. Sotto il Gran Sasso si è verificato ancora una volta qualcosa di grave e i Laboratori di fisica nucleare si sono subito tirati fuori da ogni responsabilità. Si è trattato tuttavia di qualcosa che va approfondito e chiarito fino in fondo. Sul tema gradiremmo perciò una autorevole parola rassicurante anche del prof. Antonino Zichichi, grande scienziato e persona seria, che sugli esperimenti scientifici importantissimi sotto il Gran Sasso ha messo sempre la faccia e la reputazione.

Della parola del prof. Zichichi noi abruzzesi ci fidiamo. Di certi comunicatori allo sbaraglio assai meno. Come facciamo infatti a essere sicuri che una così clamorosa “notizia-bufala” non sia stata seguita da una smentita altrettanto bufala?                                                         

*Giornalista Professionista



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